Studi sull'efficacia del Reiki

Alcuni studi effettuati in ambito sanitario sull'efficacia del Reiki

Nella sezione che segue, eviteremo di segnalare le numerosissime testimonianze relative ai piccoli o grandi benefici ottenuti in seguito a cicli di trattamenti Reiki che hanno un carattere puramente descrittivo o aneddotico, in quanto non si prestano ad esami di tipo statistico. Indicheremo invece qui di seguito gli studi, di cui siamo a conoscenza, condotti con criteri scientifici e da persone preparate per condurli (solitamente medici) all’interno di strutture sanitarie.

 

“Le tecniche di rilassamento come trattamento integrativo nella cura del dolore: Reiki e terapia dell’emicrania” (Studio clinico controllato, prospettico osservazionale, di efficacia e di efficienza)

L. Merati, C. Brianzoli, F. Barbagelata, C. Borghi, L. Colombo, E. Cofrancesco - Azienda Ospedaliera ‘Ospedale San Carlo Borromeo’, Centro Ambulatoriale di Medicina Psicosomatica, Milano - Dipartimento di Scienze Medico Chirurgiche, San Donato, Università degli Studi di Milano.

Scopo principale del presente studio è verificare se Reiki, in supporto alla terapia farmacologica convenzionale, è in grado di: a) ridurre la frequenza di attacchi di emicrania, l'intensità e la durata del dolore, e migliorare la qualità di vita del soggetto sofferente di emicrania (end points di efficacia); b) ridurre il numero di giornate lavorative perse, e il ricorso a prestazioni sanitarie (end points di efficienza).

Pazienti e caratteristiche dello studio. Sono stati arruolati 38 pazienti affetti da emicrania diagnosticata secondo i criteri della International Headache Society, di età compresa tra 18 e 50 anni, con diagnosi di emicrania accertata da almeno 12 mesi e con almeno 3 attacchi al mese. La terapia farmacologica è libera. Lo studio è stato condotto secondo le regole della GMP. Le caratteristiche della casistica sono riportate di seguito:

Età media: 37 anni

Sesso (F): 97 %

Titolo di studio: laurea o diploma, 61 %

Frequenza di attacchi di emicrania /mese: 10

Intensità media del dolore durante l’attacco: leggero-moderato, 65 %; intenso-invalidante, 35 %

Durata media del dolore durante l’attacco: >4 ore, 75 % dei pazienti

Drop out: 2

Si tratta di uno studio pilota, prospettico, osservazionale, che valuta tre momenti: a) basale, b) alla conclusione del ciclo Reiki, c) 6 mesi dalla conclusione del ciclo Reiki (follow up). Ciascun ciclo è composto da 8 trattamenti completi Reiki, effettuati a cadenza settimanale (due mesi di trattamento). 

Il presente studio osservazionale dimostra che Reiki è un’ottima tecnica di rilassamento ed analgesia e che, in supporto alla terapia farmacologica convenzionale, è in grado di ridurre:

la frequenza di attacchi di emicrania del 50%,

l’intensità e la durata di ciascun attacco,

la depressione che accompagna lo stato di malattia,

il numero di giornate lavorative perse e il ricorso a visite mediche,

I benefici apportati da un ciclo di 8 sedute settimanali di Reiki perdurano per almeno sei mesi dalla conclusione del ciclo stesso. 

 

Il Centro Oncologico Ematologico Subalpino dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista di Torino, Ospedale Molinette, dal 2003 ha avviato un progetto pilota che svolge un’indagine, in collaborazione col personale medico, sull’efficacia dei trattamenti di Reiki nell’accompagnare dei malati oncologici nel corso delle diverse fasi della malattia. Il paziente è seguito da un’equipe composta da differenti figure professionali: un medico, uno psicologo, il personale infermieristico e gli operatori Reiki dell’Associazione Cerchio di Luce di Torino.

Lo studio, la cui finalità è stata di introdurre Reiki in ambito ospedaliero e di valutarne l'efficacia su un numero significativo di pazienti, ha messo in evidenza i positivi effetti del Reiki nell'ambito del trattamento di pazienti affetti da neoplasie avanzate in trattamento chemioterapico.

Dai dati rilevati emerge che i trattamenti Reiki hanno prodotto un beneficio nella maggiore parte dei casi, in quanto il trattamento ha prodotto un profondo rilassamento con una piacevole sensazione di calore e ha indotto uno stato emotivo di tranquillità, che in alcuni casi si è protratto per alcuni giorni. Molti pazienti richiedono di continuare i trattamenti anche dopo avere terminato il ciclo proposto. In particolare lo stato di rilassamento indotto da Reiki è un dato particolarmente interessante per quanto riguarda le cure complementari nel sostegno al malato oncologico, in quanto influisce positivamente come aiuto psicologico. 

L'esperienza dei primi due anni del progetto Reiki in ospedale presso il C.O.E.S. ha evidenziato che nel malato oncologico i benefici dei trattamenti Reiki sullo stato emotivo possono migliorare la sua capacità di affrontare cure farmacologiche prolungate e il suo rapporto con la struttura ospedaliera.

I benefici di Reiki sono inoltre riscontrabili sul dolore e sull'ansia, in particolare se la seduta Reiki è effettuata durante la somministrazione dei farmaci.

 

Risultati dello studio alle "Molinette":

La nostra esperienza ha evidenziato che, nel malato oncologico, i benefici dei trattamenti Reiki sullo stato emotivo possono migliorare la sua capacità di affrontare cure farmacologiche prolungate e il suo rapporto con la struttura ospedaliera.

I benefici di Reiki sono inoltre riscontrabili sugli effetti collaterali indotti dal trattamento chemioterapico quali nausea e/o vomito ed astenia, in particolare se la seduta Reiki è effettuata durante la somministrazione dei farmaci.

Trattandosi di una tecnica “dolce” di rilassamento, senza effetti collaterali, basata sul semplice contatto delle mani dell’operatore sul paziente, Reiki si presta bene come trattamento integrativo alla terapia del dolore e potendo essere praticato in ogni situazione, senza fare ricorso a strumenti, è adatto come tecnica di supporto nelle equipe di cure palliative.

I dati rilevati si riferiscono ad un’analisi condotta su 27 pazienti per un totale di 94 trattamenti, nel periodo compreso tra settembre 2004 – giugno 2005.

Da una prima analisi dei dati rilevati emerge che i 94 trattamenti hanno prodotto beneficio nella maggior parte dei casi (98%), in quanto il trattamento ha indotto un effetto profondo di rilassamento, accompagnato da una piacevole sensazione di calore, e notevoli benefici sull’umore inducendo uno stato emotivo di tranquillità che in alcuni casi si protrae anche per alcuni giorni successivamente al trattamento.

Nel 10% dei casi analizzati si è anche rilevata una diminuzione soggettiva della sintomatologia dolorosa; alcuni pazienti hanno riferito di aver avuto un miglioramento della qualità del sonno.

Si può concludere, secondo la nostra esperienza, che il trattamento Reiki può influire positivamente sia come aiuto psicologico nell’affrontare l’iter diagnostico-terapeutico nei pazienti affetti da malattia neoplastica, sia come supporto integrativo alle terapie convenzionali.

Il nostro studio prosegue con un approfondimento mediante l'adozione di questionari sulla qualità di vita, V.A.S. Visual Analogue Scale, allo scopo di valutare con più specificità l'efficacia di Reiki sugli stati di ansia e dolore.

 

Qui di seguito uno stralcio dall'articolo, che parla dei risulati raggiunti al termine della prima fase di sperimentazione (visto il successo il progetto è stato rinnovato), apparso il 2 febbraio 2007 nella cronaca di Torino di "La Repubblica":

"(...) Dall'esperienza di altri paesi nel mondo, [il Reiki] è arrivato negli ospedali anche in Italia ed è stato sperimentato tra i pazienti oncologici in un primo studio pilota effettuato al Coes, il centro oncologico delle Molinette. Il risultato è a dir poco sorprendente: il 98 per cento delle persone trattate con il Reiki ha dichiarato di averne tratto un beneficio psicofisico.

La sensazione descritta è di un sensibile calo dell'ansia soppiantata da un effetto di rilassamento generale, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell'umore. In una piccola percentuale (il 10 per cento) i pazienti hanno dichiarato di aver avvertito anche una riduzione del dolore. (...)".

 

Nella stessa data anche Torino Cronaca e La Stampa ne hanno parlato. Quest'ultima specifica che:

"Lo studio effettuato sull'efficacia del Reiki (...) in integrazione alle terapie dei pazienti con neoplasie avanzate rivela che i 94 trattamenti eseguiti hanno portato beneficio nel 98% dei casi. Il benessere è prodotto da un effetto di rilassamento, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell'umore: lo stato emotivo di tranquillità in alcuni casi si protrae anche per alcuni giorni dopo il trattamento. (...). Alcuni pazienti hanno riferito di aver notato un miglioramento della qualità del sonno. (...)"

 

Da notare che i risultati di cui sopra sono stati raggiunti con soli quattro trattamenti di Reiki per paziente.

 

La Dott.ssa Silvia Cecchini (medico del Centro per lo Studio e la Prevenzione Oncologica - Istituto Scientifico della Regione Toscana) ha condotto uno studio controllato in portatrici di infezione cervicale da HPV trattate con Reiki, con un gruppo di controllo: dopo 6 mesi la percentuale di regressione spontanea nelle pazienti non trattate è stata del 27%, coerente con la percentuale riportata dalla letteratura, mentre per il gruppo trattato con Reiki la regressione si è avuta nell’83% dei casi.

 

 

Nel 1994 l' U.S. National Institute of Health ha finanziato uno studio sulle ustioni, che ha evidenziato come il "Therapeutic Touch" sia efficace:

- nella diminuzione dell'ansia

- nella diminuzione della percezione del dolore

- nel facilitare i naturali processi di autoguarigione dell'organismo.

 

Dal 2001 il NIH sta finanziando uno studio clinico di Fase II (cioè con numero di casi compreso fra i 100 e i 300) sugli effetti del Reiki sulla neuropatia dolorosa e sul rischio cardiovascolare in soggetti diabetici. 

 

E' in corso (2002-2004) uno studio sull'efficacia del Reiki nel trattamento della Fibromialgia, per opera della University of Washington (3935 University way NE - Seattle, WA 98195).

 

L'Albert Einstein Healthcare Network sta conducendo (2001 - 2003) ricerche scientifiche sull'efficacia del Reiki in casi di AIDS avanzato.

 

Il National Institutes of Health sta conducendo studi sul Reiki applicato alla Fibromialgia, AIDS e Cancro della prostata. 

 

 

 

Gli studi sopra citati sono alcuni dei più significativi e conosciuti a livello nazionale ed internazionale. L’elenco non è esaustivo ed è in continuo aggiornamento. Le informazioni sono state reperite tramite internet sui principali siti sull’argomento.

 


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